diventare auditor iso

Come diventare Auditor ISO? Ne vale ancora la pena?

Molti, soprattutto in questo periodo, si chiedono come diventare auditor ISO e se ne valga ancora la pena. Mi è stato chiesto di fare chiarezza su questo e credo che sia interessante approfondire l’argomento. Ecco alcune informazioni utili a chi intenda diventare Auditor.

Bisogna distinguere due mondi, per alcuni versi contigui, molto diversi tra loro:

  • Gli Auditor di Prima Parte (chi fa audit sulla propria organizzazione) e Auditor di Seconda Parte (chi fa audit sui propri fornitori)
  • Gli Auditor di Terza parte (chi fa audit per conto degli Organismi di Certificazione)

La distinzione è doverosa in quanto il percorso professionale è distinto; vediamo in che modo.

 

Auditor Interno o sui Fornitori (Auditor di Prima e Seconda Parte)

Per diventare Auditor di Prima e Seconda parte le norme non danno indicazioni vincolanti. Si limitano a indicare (vedasi punto 9.2.2 lettera C delle varie Norme ISO e ISO 19011:2018) in particolar modo al punto 7.2.4, che l’auditor sia competente per il ruolo che andrà a svolgere.

Le norme menzionano:

  1. Corsi di formazione specifici senza entrare nel dettaglio (il mercato da sempre si è orientato verso corsi di 16 ore per ogni norma, ma è un orientamento e non un obbligo)
  2. Esperienza con indicazioni generiche
  3. Istruzione senza citare il livello
  4. Affiancamento ad auditor esperti. Anche in questo caso non si hanno indicazioni di quanti e quali audit

La lunga lista potrebbe sembrare scoraggiante! Al contrario le norme, come spesso accade, ci lasciano una grande libertà di gestire il processo e di selezionare, formare ed aggiornare auditor in base alle nostre specifiche esigenze.

Siamo noi, responsabili delle organizzazioni, a decidere chi può essere idoneo per fare audit specifiche che servono per far crescere e migliorare l’azienda dall’interno.

Vale la pena fare questo percorso? A mio avviso assolutamente sì: 

  • Ci sono buone prospettive di impiego
  • É un mercato in crescita come lo sono le certificazioni e qualificante per la persona che lo segue. 
  • Va di pari passo con il profilo professionale del consulente dei sistemi di certificazione ISO (altro lavoro molto richiesto e con un bel futuro).

Per questo motivo è nato Audinfor: il primo corso ISO per diventare Auditor Interni e sui fornitori da 36 ore, in videoconferenza e/o eLearning asincrono, riconosciuto da CEPAS.

Tutt’altro discorso per quanto riguarda il percorso per diventare Auditor di terza parte, ossia per conto degli Organismi di Certificazione.

Lead Auditor (Auditor di Terza Parte)

In questo caso il percorso per diventare Lead Auditor ISO è obbligato e vincolato da tutta una serie di paletti previsti dalla norma ISO 17021-1 e da Accredia.

I requisiti per diventare Auditor di terza parte sono:

  1. Aver frequentato un corso di formazione di 16 ore sulla ISO 19011/17021 e 24 ore sulla norma per  la quale si intende diventare auditor
  2. Essere selezionato da un organismo di certificazione
  3. Effettuare un numero importante di giornate in affiancamento (NON RETRIBUITO) ad auditor di terza parte (intorno alle 20 giornate per auditor alle prime esperienze)

 L’organismo di certificazione seleziona gli auditor in base al loro CV e solo per i settori EA nel quale l’auditor dimostra di avere competenze. I settori EA – IAF sono 39 settori merceologici nei quali è diviso il mondo delle certificazioni.

Quindi, se abbiamo lavorato solo nel settore tessile, ci qualificano solo per il settore 04 e potremo fare audit solo in quel tipo di organizzazioni.

È un percorso di grande soddisfazione, ma impegnativo e costoso.

Quando ho intrapreso questo percorso anni fà sapevo di investire sul mio profilo professionale e l’ho fatto con piacere. 

Tuttavia mi duole constatare che, mentre il mondo della consulenza ISO e degli audit di prima e seconda parte hanno mantenuto una loro attrattiva anche per i più giovani, il mondo degli audit di terza parte ha subito negativamente il ribasso delle tariffe degli auditor. Tanto da portare molti colleghi di valore a lasciare quel mestiere per dedicarsi alla consulenza.

In soldoni, gli enti di certificazione si fanno concorrenza sui prezzi e abbassano sempre di più i compensi degli auditor per rientrare nelle spese.

Inutile girarci intorno!

Allora che dire?

  • Tutti verso la consulenza? Sì
  • Tutti a fare audit di prima e seconda parte? Sì
  • Nessuno a fare audit di terza parte? NO! Io ad esempio continuo, ma integrando le varie sfaccettature. Fare audit di terza parte, seppur non molto remunerativo, ci permette una serie di vantaggi enormi:
  1. Siamo sempre i primi ad essere aggiornati dagli Organismi di certificazione
  2. Conosciamo il mestiere da tutti i punti di vista
  3. Vediamo una moltitudine di sistemi ed aziende in poco tempo
  4. È un mestiere divertente e stimolante

A voi la scelta!

 

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